Cenni Storici

Prime Testimonianze

Le prime testimonianze della presenza di civiltà sul territorio Lubrense fanno riferimento a due popolazioni di stirpe italica, ovvero gli Ausoni e gli Osci. La presenza di questi ultimi è attestata da un’iscrizione rupestre scoperta presso l’area di Punta Campanella.

In seguito allo sviluppo di una colonia greca, nella suddetta area sorse un tempio dedicato alla dea Atena denominato Athenaion. Quest’ultimo, presente anche successivamente, in epoca romana conferì la denominazione di Promontorium Minervae all’intera area, nome che appare sulla tabula Peutingeriana (sec. IV), accanto alla rappresentazione grafica del tempio.

Fu però nel primo secolo dell’impero romano che si impose l’elemento latino, divenendo luogo di villeggiatura di Patrizi alla ricerca di ozi e benessere.

Non ci sono testimonianze circa lo sviluppo di importanti centri abitativi, ma si registra la presenza di veterani di Augusto assegnatari di terreni per la coltivazione.

Sebbene le comunità agricole fossero quelle predominanti, nel territorio cominciarono a svilupparsi i primi nuclei residenziali che avrebbero poi successivamente dato vita prima ai Casali, poi ai Villaggi ed infine alle frazioni.

Dai Longobardi agli Aragonesi

Il nome di Massa (da mansa ovvero luogo fertile – adatto alla coltivazione) compare soltanto in seguito alla dominazione longobarda (sec. VI). Nel 938  registriamo l’associazione del termine publica a Massa col fine di identificare probabilmente un agro pubblico. Soltanto intorno al 1306 il termine publica fu sostituito da  lubrensis   (cioè della Lobra, da delubrum = tempio, sulle cui rovine sorse la prima Cattedrale di Massa).

Massa Lubrense fece parte del Ducato di Sorrento fino all’avvento del regno normanno e si costituì come civitas sotto gli Svevi.

Nel 1273 Carlo D’Angiò reincorporò Massa Lubrense nel territorio di Sorrento grazie soprattutto alla rivolta della popolazione in maggioranza ghibellina.

L’anno 1465 è scenario di un avvenimento estremamente negativo nella storia di Massa Lubrense: la distruzione della civitas dell’Annunziata, sede del Vescovo e dell’autorità civile, l’unica munito di torre e di mura, a opera di Ferrante d’Aragona in seguito ad un assedio durato circa 2 anni.

Vicereame Spagnolo e Regno Borbonico

Durante il vicereame spagnolo, Massa Lubrense diviene sventuratamente palcoscenico di innumerevoli invasioni di corsari turchi. Il 13 giugno 1558 è la data in cui vennero razziate Massa e Sorrento con il rapimento di migliaia di persone poste poi in schiavitù.

Necessaria conseguenza fu l’innalzamento, lungo la costa, di torri di avvistamento, al fine di poter dare l’allarme all’avvicinarsi degli assalitori. Oggi le stesse torri rappresentano una caratteristica particolare del paesaggio e contraddistinguono il litorale lubrense.

Nel 1656 la peste scoppiata a Napoli sarà causa di moltissime vittime anche nel territorio lubrense.

La dominazione borbonica portò anche a Massa quel progresso dei tempi che permise di affiancare all’antica civiltà contadina svariate attività commerciali e artigiane. Questo sviluppo aprì le porte ad un importante commercio via mare con la capitale Napoli, tanto intenso al punto da indicare una delle porte della città con la denominazione di Porta di Massa.
Nel corso della rivoluzione Napoletana del 1799, tra i concittadini illustri del territorio lubrense si annoverano i nomi di Luigi Bozzaotra, Severo Caputo e Nicola Pacifico, che sacrificarono la propria vita per contrastare la feroce repressione.

Unità d’Italia e II Guerra Mondiale

Nel 1808 il Re di Napoli Gioacchino Murat diresse da Massa interventi militari contro gli inglesi che occupavano l’isola di Capri. Con il ritorno dei Borboni sul trono di Napoli, Massa Lubrense fu epicentro di alcune cospirazioni carbonare fino alla liberazione del Regno delle Due Sicilie, cui seguì l’Unità d’Italia.

Durante la seconda guerra mondiale Massa Lubrense fu palcoscenico di grande umanità: un gran numero di persone sfuggite dai bombardamenti, concentrati sulla città di Napoli, cercarono rifugio nel territorio lubrense, trovando accoglienza ed asilo presso le famiglie massesi.

Storia Recente

Negli ultimi decenni la vita di Massa Lubrense si contraddistingue per lo sviluppo delle attività turistiche interne ed internazionali.

Molti fondi agricoli, in passato sfruttati solamente per il consumo personale, sono divenuti oggi luogo di visite guidate (tour enogastronomici) durante le quali si possono assaggiare prodotti tipici locali.

Il porto invece, nel quale una volta ormeggiavano solo pescherecci, oggi vede attraccati anche yacht e imbarcazioni che quotidianamente salpano verso le maggiori isole e centri turistici dei Golfi di Napoli e Salerno, per trasferimenti ed escursioni.