Gastronomia

La ricchezza naturalistica e culturale di Massa Lubrense si traduce anche nel suo grande patrimonio gastronomico. I prodotti tipici provengono dalla terra e dal mare, infatti tra le attività che arricchiscono maggiormente la gastronomia lubrense troviamo l’attività contadina, l’allevamento e la pesca. La tradizione vanta di limoni e pomodori pregiati, olio di oliva dop e una ricca produzione casearia.

gastronomia_limoni_massa-lubrense

I limoni di Massa Lubrense

Senza dubbio il prodotto che più rappresenta Massa Lubrense è il limone. Sebbene venga diffuso sul mercato con la indicazione geografica protetta “limone di Sorrento”, da sempre è noto come “femminello” o “ovale massese” e differisce dalla qualità amalfitana per avere buccia più sottile e aroma più marcato. I limoni dell’intera penisola sorrentina provengono per circa il 70% dalle aziende massesi e vengono impiegati soprattutto per la produzione del limoncello, liquore ottenuto da infusione in alcool delle aromatiche bucce.

visit-massa-lubrense-olive

Massa Lubrense “Città dell’Olio”

Altro prodotto di rilievo è l’olio extravergine d’oliva: non a caso Massa Lubrense fa parte, sin dalla sua fondazione nel 1994, dell’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. L’olivo è coltivato nella zona sin dall’antichità e l’olio qui prodotto, unico per sapore e profumo, ha ottenuto il riconoscimento DOP.

Solitamente la raccolta avviene con la passione ed il rispetto della tradizione locale (a mano o con l’utilizzo di pettini vibranti) per assicurare sempre al prodotto l’eccellenza qualitativa. L’olio extravergine  presenta un colore giallo paglierino ed il sapore fruttato si amalgama perfettamente con note lievi amare e piccanti.

pomodoro-sorrento

Il Cuore di Bue

Per un’altra produzione degli orti massesi, è in corso la procedura per il riconoscimento della DOP: il pomodoro del tipo “cuore di bue”, protagonista assoluto dell’insalata di pomodori e della rinomata “caprese”, nella quale si sposa con il fiordilatte.

Si presenta di grossa pezzatura e dalla forma rotondeggiante, particolarmente costoluto, e di colore rosso chiaro tendente al rosa con sfumature verdi alla raccolta. Ha una polpa carnosa e compatta dal sapore dolce e delicato. Secondo alcuni questa varietà sarebbe arrivata nella zona attraverso il commercio degli inizi del secolo con l’America, quando nell’esportare i limoni, i commercianti ne avrebbero acquistato il seme. Oggi il pomodoro è molto utilizzato nella cucina locale, soprattutto crudo, come ingrediente di gustose insalate estive, prima fra tutte la famosa “caprese”, nella quale è accompagnato da olio basilico e mozzarella di bufala.

Gamberetti-di-crapolla

I Gamberetti di Crapolla

Il Parapandolo o Gambero Rosso di Crapolla è un piccolo crostaceo rosa con striature bianche, le cui uova sono di un caratteristico blu intenso. Viene pescato, a circa 100 metri di profondità, tra il mese di febbraio e quello di giugno nell’area tra Marina della Lobra, Punta Campanella ed appunto Crapolla da cui prende il nome. È catturato in particolari nasse a forma di zucca usando del pesce azzurro come esca.
Viene cucinato semplicemente con sale e pepe, oppure può essere gustato crudo o con un po’ di limone per non perdere il suo aroma fresco.
Il gamberetto di Crapolla è “presidio Slow Food”.

Provolone-del-Monaco-Dop-1-600x380

Fior di Latte und Provolone del Monaco

Sono due esempi di eccellenza della ricchissima produzione casearia del territorio. Il primo è un formaggio fresco a pasta filata con un processo di lavorazione simile a quello della mozzarella, fatto con latte di mucca non pastorizzato. Caratteristiche di questo prodotto sono superficie liscia, consistenza morbida, sapore acidulo e il rilascio di un liquido lattiginoso al taglio. Viene servito accompagnato da prosciutto crudo, o ancora, con i pomodori nella classica “caprese” ed è utilizzato anche sulla pizza..
Il Provolone del Monaco è un formaggio semiduro a pasta filata, stagionato, prodotto esclusivamente con latte crudo della penisola sorrentina, del quale almeno il 20 % è ottenuto dal bovino autoctono Agerolese. Il nome deriva dalla mantella che i pastori indossavano per ripararsi dal freddo durante il tragitto dalle colline Sorrentine a Napoli, principale mercato per i loro prodotti. I pastori, coperti da pesanti e ingombranti mantelle, vennero soprannominati “monaci” e i loro provoloni divennero per tutti “i provoloni del monaco”. Si produce fin dal 1700 ed è stato recentemente rivalutato al punto che nel 2010 ha ottenuto a livello europeo la Denominazione di Origine Protetta (DOP) con Regolamento UE 121/2010. Il processo di lavorazione avviene ancora oggi nel rispetto delle tecniche tradizionali e il particolare microclima che caratterizza gli ambienti di lavorazione e stagionatura, partendo da un minimo di 6 mesi come da disciplina di produzione, conferiscono al prodotto caratteristiche organolattiche uniche ed inimitabili.