Sentieri e Monumenti

Passeggiando per la fitta rete di sentieri che interseca il territorio massese si ha la possibilità di ammirare, oltre alla bellezza dei paesaggi, la ricchezza della sua  componente artistica e monumentale.

Particolarmente suggestivi sono gli edifici religiosi che costellano le frazioni,  dalle semplici edicole, alle cappelle, ai santuari e ai monasteri. In essi cono custodite testimonianze di notevole interesse che vanno dai pavimenti maiolicati del settecento ai dipinti di scuola napoletana del XVI secolo, alle tarsie marmoree dell’altare monumentale di S. Agata, solo per citarne alcuni.

Inoltre è ampiamente rappresentata l’architettura militare con le torri costiere di epoca vicereale a quelle interne (case-torri), alla cinta bastionata dell’antica civitas dell’Annunziata.

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I Centri Principali

Massa centro e Sant’Agata sui due Golfi sono le principali località del Comune e sono collegate con le restanti frazioni e i Comuni vicini.

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Monasteri e Chiese

Tra i monasteri e le chiese che costellano i casali massesi, solo per citarne alcuni, ricordiamo:
l’antica cattedrale di Santa Maria delle Grazie (sec. XV-XVIII), il santuario di Santa Maria della Lobra (sec. XVI) con preziosi arredi, la chiesa dell’Annunziata di stile settecentesco; il convento e la chiesa di San Francesco (sec. XVI); il monastero e la chiesa di Santa Teresa (sec. XVII), con la raccolta di reliquiari di santi martiri; la chiesa parrocchiale di S. Agata (sec. XVI), con il prezioso altare in tarsia di marmi rari e madreperla, il Conservatorio del SS. Rosario di Monticchio, il Monastero benedettino del Deserto.

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Altare di Sant’Agata

L’autore dello splendido altare della chiesa parrocchiale di Sant’Agata sui due Golfi, frazione collinare di Massa Lubrense, è Dionisio Lazzari. Figlio di Giacomo, appartenente a una celebre famiglia di artigiani fiorentini del Rinascimento che, all’inizio del ‘600, si trasferì a Napoli dove realizzò numerose opere in marmo e intarsio di pietre preziose e madreperla, tra le quali anche quella della Cattedrale di Sorrento. In particolare l’altare massese, commissionato dai padri Girolamini di Napoli a Lazzari nel 1654 per la chiesa di San Filippo Neri, fu venduto nel 1845 al reggente della parrocchia santagatese, monsignor Giovanni Battista Casola.

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Il  Cerriglio

Alla fonte Cerriglio si accede attraverso un caratteristico viale fiancheggiato da pilastri in tufo ornati con busti di marmo ed arricchito da volte, archi e un bell’androne. In fondo al viale si staglia la monumentale fontana a ninfeo, famosa per il pregio dell’acqua, oggi coperta da un naturale tappeto di capelvenere. Ai lati della sorgente principale altri getti d’acqua uscivano dalla bocca di due bei mascheroni di marmo sui quali è incisa la data 1681.

A destra dell’ingresso al viale vi è la cappella di San Giovanni Battista (XVII secolo) che era una volta accessibile anche direttamente dal viale principale.

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Santuario della Lobra

La prima pietra dell’odierno santuario fu posta il 26 luglio 1528 da Mons. Marchesi in località “Capitello” della Mensa Vescovile. L’immagine della Madonna della Lobra, affrescata sulla parete centrale dell’antica cattedrale in località Fontanella, fu, nel 1570, asportata, insieme alla parete, da Costanzo Parascandalo, e trasferita nell’attuale edificio.

La chiesa ha un solo ingresso corrispondente alla navata centrale. Il portale, in marmo scolpito, è abbellito da semplici ed eleganti motivi ornamentali; è sormontato dall’epigrafe recante la data della fondazione e lo stemma di Mons. Marchesi.

Pregevoli sono il cassettonato ligneo del XVII secolo ed altre opere d’arte che rimandano alla presenza dei francescani d’Assisi del convento adiacente.

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La Torre Minerva

A Punta della Campanella, proprio di fronte a Capri, dove sorgeva l’Athenaion, il tempio la cui fondazione mitica è attribuita ad Ulisse e dove tuttora sono visibili alcuni resti di una villa romana (I-II sec. d.C.) si erge la Torre Minerva, di epoca vicereale (1567).

Essa è la più grande costruita lungo la costa lubrense e si eleva su tre livelli dominando i traffici marittimi tra i golfi di Napoli e Salerno.

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La Baia di Ieranto

La Baia di Ieranto, cuore dell’Area Marina Protetta è racchiusa tra Punta Campanella e Punta Penna. Il compendio costituito soprattutto dalle strutture legate all’attività estrattiva, la casa rurale e la vasta area circostante, sono di proprietà del Fai che ne garantisce la tutela e l’accesso pubblico.

Di particolare interesse è anche la torre di Montalto che domina i tre pizzi , le caratteristiche alture del promontorio omonimo.

Non mancano testimonianze romane e medioevali.

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Il Monte San Costanzo

Un altro luogo di pregio naturalistico è il Monte San Costanzo (485 mt slm), che costituisce un balcone naturale dal quale la vista può spaziare a 360° sui due Golfi, sulla collina del Deserto e le alture retrostanti. È sormontato da una cappella dedicata all’omonimo santo, che si eleva su un lastricato antico al termine di una scala intagliata nella roccia.