Escursioni

Il territorio per la sua conformità è ideale per chi ama percorrere sentieri naturali e godersi la bellezza di paesaggi, spesso incontaminati, ricchi di fascino che offrono una varietà di prospettive uniche al mondo.

Una rete sentieristica di oltre cento chilometri attraversa Massa Lubrense e si dirama verso i comuni limitrofi, i Monti Lattari e la Costiera Amalfitana. Grazie ad essa è possibile scoprire un territorio che, accanto alle bellezze paesaggistiche, permette di ammirare antichi borghi e scenari resi celebri dai racconti dell’epica antica.

Le rete, liberamente fruibile ed in larga parte segnata al suolo con piastrelle di ceramica, è chiaramente indicata nei tabelloni stradali secondo il progetto Tolomeo, avviato fin dal 1991. Le migliaia di cartine, distribuite ogni anno agli escursionisti italiani e stranieri, oggi anche scaricabili su smartphone dai QR code, offrono tutte le informazioni sulle località e sulle distanze.

Tantissime sono anche le escursioni, per tutte la “gambe” e per tutte le età, guidate dalle Pro Loco e da altre associazioni. Tra queste la “Marcialonga di Santo Stefano”, che prevede anche punti ristoro, tra Massa Centro, Marciano e S. Maria e la “Camminata dei 23 Casali” del Sabato Santo, escursione che ripercorre gli antichi borghi storici di Massa Lubrense. Per quelli più esperti segnaliamo la tappa finale dell’Alta Via dei Monti Lattari (Cava De’ Tirreni-Punta Campanella), percorso segnato dal CAI e destinato agli appassionati di trekking. Inoltre, da alcuni anni, fa tappa a Massa la gara di TRAIL Jeranto – Punta Campanella, che richiama centinaia di atleti professionisti.

Gli itinerari segnati sono oltre 15 dei quali alcuni sono dei circuiti, per cui si torna al punto di partenza. Tra questi particolarmente suggestivi sono il Sentiero delle Sirenuse (S. Agata – Malacoccola – Tore – S. Agata) e il Sentiero di Athena (Termini – Punta Campanella – Crinale S. Costanzo – Termini).

La maggior parte degli itinerari si snodano nel territorio lubrense ma non mancano quelli extra comunali costituiti dai QUATTRO ITINERARI LONGITUDINALI che convergono a Termini da Sant’Agnello, Sorrento, Colli di Fontanelle e Costiera Amalfitana (Alta Via dei Monti Lattari).

Impegnativi ma assolutamente affascinanti sono anche i TRE ITINERARI DA COSTA A COSTA ossia quelli da Puolo a Crapolla, da Marina della Lobra a Marina del Cantone e da Sorrento a Crapolla, percorso che riprende il tracciato storico che, secondo la tradizione, fu percorso da San Pietro Apostolo.

Sentiero delle Sirenuse

sentiero-delle-sirenuse

Caratteristiche dell’escursione:
• percorso ad anello di circa 8,0 km
• prevede circa 300 m di dislivello
• solo il 5% è lungo strade principali
• quasi la metà è su su fondo sterrato
• il resto e su stradine o strade secondarie
• accesso da Colli Fontanelle: circa 450m

Questa escursione ad anello si sviluppa per lo più sul versante meridionale della Penisola Sorrentina, fra Sant’Agata e Colli di Fontanelle, quasi sempre in vista delle Sirenuse (Li Galli).
Da Sant’Agata ci si dirige verso Torca, si imbocca la stradina a destra dell’Hotel Montana e dopo pochi metri si scende a sinistra (I trav. Pigna) e sempre seguendo i segnavia blu di nuovo a sinistra percorrendo via Nula fino a Torca da dove si cominciano a seguire i segnavia bianco/rossi del CAI per l’Alta Via dei Monti Lattari.
Superato l’abitato di Monticello inizia il sentiero sterrato, i panorami sono più ampi e si cammina prima fra uliveti e poi nella gariga ricca di arbusti, fiori, profumi e colori. Superata a valle un’isolata casa rosa, si attraversa il boschetto di roverelle (andato a fuoco qualche anno fa) e quindi inizia la ripida salita verso il Pizzetiello (489m).
Dalla cima di questo piccolo promontorio saremo a circa 3 km dalle Sirenuse e la vista spazia da Capo Sottile (Praiano) fino ai Faraglioni di Capri potendo anche vedere di fronte (in giorni di buona visibilità) Punta Licosa all’altra estremità del Golfo di Salerno.
Dopo un lungo tratto quasi in piano, fra cisti e ginestre, si scende verso Colli di Fontanelle attraversando un castagneto ceduo. Giunti sulla strada (ss 145) si può scendere ai Colli di Fontanelle (circa 400m) o ritornare a Sant’Agata.
In questo secondo caso si risale la rotabile per un centinaio di metri e poi si imbocca la ripida salita di via San Martino e si seguono i segnavia rossi fino a Sant’Agata.

• il Pizzetiello si trova in cima alle falesie che sovrastano Punta Sant’Elia, il punto della costa più vicino alle Sirenuse (2.800m)
• le Sirenuse forniscono infinite possibilità di riferimenti classici, mitologici, culturali e storici
• è notevole e di estremo interesse la diversità di ambienti attraversati, quasi tutti caratteristici della Penisola: orti, uliveti, macchia mediterranea, gariga, querceto, castagneto, pineta
• si snoda lungo terrazzamenti, valloni e falesie
• attraversa tre territori comunali: Massa Lubrense, Sorrento e Sant’Agnello
• Sant’Agata e Colli di Fontanelle sono servite da varie e frequenti (SITA + EAV)
• il percorso non presenta difficoltà particolari
• è percorribile durante tutto l’arco dell’anno
• presenta di norma una eccezionale fioritura primaverile, con grande varietà di specie, incluse orchidee spontanee
• quota minima 330m, massima 520m slm
• la parte meridionale – bassa – dell’anello (Torca, Monticello, Pizzetiello, ss 145) coincide con il percorso dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300)
• la parte settentrionale – alta – dell’anello (San Martino, Tore di Sorrento, Pontone) ricalca l’inizio del percorso 3 rosso del Progetto Tolomeo
• la suddetta sezione attraversa la pineta delle Tore di Sorrento per tutta la sua lunghezza
• cartina stampabile su foglio A4
• offre numerosi possibili deviazioni, scorciatoie e itinerari alternativi
• è perfetto come escursione di mezza giornata potendo essere percorso in 2h30′-4h00′
• può essere facilmente integrata e allungata in ogni direzione Termini, Crapolla, Sorrento, Monte Vico Alvano, Massa Lubrense, …

MAPPA SENTIERO DELLE SIRENUSE

Punta Campanella e Torre Minerva

punta-campanella copia

Giunti a Termini il percorso, di circa tre chilometri, si avvia dolcemente in discesa sul versante nord del Promontorium Minervae lungo l’antica Via Minerva. Superata la Torre di Fossa Papa si intravede quella di Minerva (XVI Sec.) collocata sulla punta di fronte a Capri. Numerosi reperti archeologici rinvenuti in zona, e antiche strutture, attestano l’esistenza di un tempio dedicato ad Athena Tirrena la cui fondazione mitica è attribuita ad Ulisse.

Il fortilizio fu costruito nel 1567 a difesa della costa dalle incursioni Turche, in sostituzione di una torre più antica, elevata per volere di Roberto d’Angiò tra il 1334 e il 1335. Disposta su quattro livelli, era tra le più importanti della costa tirrenica. In origine presentava quattro troniere e corpo di guardia. Tra il 1806 e 1807, Giuseppe Bonaparte la destinò ad ospitare le truppe francesi impegnate a difendere il Regno di Napoli dall’assalto degli Inglesi che presidiavano l’Isola si Capri.

Termini è senz’altro il miglior  punto di partenza per un’escursione a Monte San Costanzo e ci sono svariate possibilità di effettuare circuiti che ci riportino al punto di partenza percorrendo sentieri diversi.

Il giro classico è in effetti un triangolo i cui vertici sono TerminiMonte San Costanzo e Punta della Campanella. In base alle condizioni meteo, alla temperatura ed ad altre considerazioni lo si affronterà in un senso o nell’altro; in entrambi i casi è una escursione spettacolare.

Descriverò l’escursione nella direzione che preferisco, cioè in senso antiorario. Si lascia la piazza di Termini seguendo i segni gialli e dopo circa 200m si lascia la strada che continua diritta verso Monte San Costanzo e si comincia a scendere.

Fino alla Punta non c’è praticamente possibilità di sbagliare strada: si segue la stradina principale (il cui stato peggiora man mano che ci si allontana da Termini) lasciando a sinistra via Cercito e poi a destra via Mitigliano.

Dopo questo secondo incrocio si continua a scendere fino a Cancello (passaggio fra il costone ed un pinnacolo roccia). Prima di attraversare questo “ingresso”, se effettuate l’escursione fra gennaio e marzo, vedrete in alto a sinistra i bellissimi fiori “blu elettrico” della Lithodora rosmarinifolia, pianta endemica della Penisola Sorrentina e Capri.

Dopo varie centinaia di metri praticamente in piano, fra uliveti, c’è una piccola piazzola sulla destra dalla quale si gode di un’ottima vista sulla Torre di Fossa di Papa (recentemente restaurata) e su Capri. Da questo punto in poi la stradina diventa ancora più stretta e dissestata e dopo poco comincia la discesa finale alla Punta della Campanella.

Prima di raggiungere lo slargo che sovrasta la Torre Minerva (o della Campanella) c’è un sentiero a sinistra che ci conduce direttamente al crinale che sarà la nostra linea conduttrice per la risalita al San Costanzo. Siete quindi liberi di iniziare subito l’ascesa, o di scendere fino alla Torre per poi ritornare a questo comodo sentiero o tagliare lungo il crinale fino a riportarvi sul sentiero nel punto in cui gira verso Jeranto. Eccezionali panorami da questo punto.

Di qui si comincia a salire lungo il ripido e accidentato sentiero segnato (bianco/rosso) dal C.A.I. e facente parte dell’Alta Via dei Monti Lattari. Giunti quasi a quota 400m c’è un pianoro con molti muretti a secco, un paio di pagliaruli e vari cipressi. Di qui ci sono tre possibili vie per raggiungere la sella di San Costanzo:

– sentiero alto: si prosegue lungo il crinale (segnavia bianco/rosso), si costeggia la recinzione e poi si scende alla sella.

– sentiero nord: si passa poco a monte della baracca (bruciata nell’incendio di fine estate 2000) e si prosegue in leggera salita fino al cosiddetto belvedere (piattaforma in cemento con una ringhiera); di qui si sale sulla strada e poi si scende verso la sella.

– sentiero est: si lascia il crinale e si prosegue praticamente in quota verso la pineta nella quale si entrerà passando a sinistra di una piccola grotta (segnavia rosso); si attraversa la pineta e si raggiunge la sella.

Dalla sella si sale alla Cappella di San Costanzo(485m slm) per avere una vista su tutte le colline massesi e gran parte delle altre fino al Faito e quindi si scende a Termini percorrendo la scale della vecchia mulattiera che taglia i tornanti della rotabile.

In questo giro si può includere anche Nerano, ma in tal caso consiglio di percorrere in discesa il crinale di San Costanzo. Il percorso quindi sarà: Termini > Nerano (percorrendo via Grottone –  segnavia 3giallo) > sella San Costanzo > Punta Campanella(CAI – segnavia bianco-rosso) > Termini lungo via Campanella. Questo itinerario è più lungo del precedente di circa 1 km ed ha anche un maggior dislivello in salita di 150m.

MAPPA PUNTA CAMPANELLA

Monte San Costanzo

monte-san-costanzo

Un altro luogo di pregio naturalistico è il “bicuspide” Monte San Costanzo (485 mt slm), che costituisce un balcone naturale dal quale la vista può spaziare a 360° sui due Golfi, sulla collina del Deserto e le alture retrostanti. Da una parte è sormontato dalla cappella dedicata all’omonimo Santo; di fronte, sull’altra cima, è posto il radiofaro dell’Aeronautica Militare.

Il sentiero che conduce al Monte parte da Termini e può essere percorso a piedi, lungo l’antica scalea, in auto o in moto fino all’ingresso del radiofaro. Dalla cima con la cappella di San Costanzo, l’unica liberamente accessibile, sarà possibile ammirare tutto il territorio di Massa Lubrense, l’intero Golfo di Napoli con le splendide isole di Capri, Ischia e Procida a nord; l’arcipelago de Li galli e tutto il Golfo di Salerno a Sud.

Il Monte San Costanzo è la collina più alta di Massa Lubrense e si può facilmente raggiungere da Termini a piedi, in auto o in moto. L’escursione a piedi rientra anche nel Sentiero di Athena, circuito ad anello che collega Punta Campanella al Monte San Costanzo.

Per raggiungerne la cima direttamente da Termini, si imbocca da piazza Santa Croce via Campanella; al bivio si prosegue a sinistra in via del Monte, una strada a tornanti che risale la collina. Dalla prima curva di questa, inizia l’antico sentiero che interseca i tornanti fino in cima al Monte San Costanzo.

Due sono le cime del monte: a sinistra, quella con la caratteristica chiesetta bianca dedicata a San Costanzo; a destra, un’altra cima ospita una stazione radio per il controllo del traffico aereo. Tra le due cime, una piccola pineta offre una piacevole zona d’ombra e, per chi è giunto fino a questo punto a motore, la possibilità di parcheggiare.

Da questo punto, una scalea di pietra calcarea conduce in breve tempo alla chiesetta di San Costanzo. A destra, una veduta dall’alto della Baia di Ieranto; di fronte, i tre isolotti de Li Galli.

Dalla sommità della cima di San Costanzo il panorama si apre a 360 gradi su tutto il territorio di Massa Lubrense, il paesaggio si estende dal golfo di Napoli a quello di Salerno, con l’imponente Vesuvio, le isole di Ischia e di Procida. Facendo un giro attorno alla chiesetta lo si può ammirare tutto.

La chiesetta di San Costanzo risale alla seconda metà del Cinquecento e fu fondata da alcune famiglie locali. Purtroppo, la chiesetta è quasi sempre chiusa al pubblico, fatta eccezione per la processione del 14 maggio, quando dalla piazzetta di Termini centinaia di fedeli risalgono il Monte San Costanzo per la Santa Messa. Nel mese di luglio, invece, la statua dorata del Santo viene riportata alla sua primitiva sede, la chiesa di Termini, tra le note della banda musicale e l’accensione di spettacolari fuochi pirotecnici.

Tornando indietro per la scalea e riattraversando la pineta, si raggiunge l’altra cima, detta anche Monte Croce, più alta della prima e anch’essa privilegiato punto panoramico, questa volta sul promontorio di Punta Campanella e, sulla destra, sull’incantevole isola di Capri

MAPPA MONTE SAN COSTANZO

Jeranto, Mont’Alto & Penna

mont'alto ieranto escursione

Cuore dell’Area Marina Protetta, racchiusa tra Punta Campanella e Punta Penna, è in larga parte di proprietà del FAI che ne garantisce la tutela e l’accesso pubblico. Il percorso, anche se a tratti sconnesso, è semplice ed accessibile a tutti, con possibilità di fermarsi a consumare una colazione a sacco al fresco degli ulivi.

Splendida in primavera, con i colori e le fioriture superbe della macchia mediterranea, conserva sempre un clima mite. Il bagno finale nella meravigliosa caletta o dalla banchina è assolutamente d’obbligo.

Dalla piazzetta di Nerano si segue per qualche decina di metri la rotabile verso Marina del Cantone e poi si imbocca a destra via Jeranto, un sentiero che ci condurrà verso la baia omonima, centro della Riserva Marina Protetta di Punta Campanella.

Dopo aver percorso circa 50 metri in leggera salita, sulla destra, si diparte il ripido sentiero (facente parte dell’Alta Via dei Monti Lattari – segnavia bianco/rosso) che conduce alla sella di Monte San Costanzo.

Via Jeranto continua invece più o meno in quota per circa 1 km passando accanto all’ingresso della cosiddetta Villa Rosa (dove soggiornò Norman Douglas) e successivamente davanti ad una originale edicola incassata nella roccia.

Lungo tutta questa prima parte del percorso si gode di splendide viste sulla baia del Cantone e sullo sfondo si stagliano nell’azzurro del mare l’isolotto di Vetaraed il mini arcipelago de Li Galli. In alto sulla destra si vede l’ingresso della Grotta delle Noglie.

Man mano che ci si allontana da Nerano gli uliveti diventano meno frequenti e la macchia mediterranea prende il sopravvento. Dopo un tratto in discesa fra muretti a secco si giunge sul crinale di Sprito e la vista potrà spaziare da Capri con i Faraglioni, Punta della Campanella e Baia di Jeranto sulla destra a tutto il Golfo di Salerno fino a Punta Licosa (si vede chiaramente nei giorni con buona visibilità), la Costiera Amalfitana, Vetara e Li Galli a sinistra.

A questo punto siamo al bivio (segnalato, come tutto il sentiero 3, con segnavia giallo) per Mont’Alto e Penna a sinistra o per la spiaggetta di Jeranto a destra. La discesa verso il mare si sviluppa lungo la vecchia scalinata (piuttosto malandata) che conduceva alla cava. A sinistra invece inizia un sentiero sterrato che dopo un breve tratto in discesa prosegue, chiuso fra due recinzioni, verso la Torre di Mont’Alto. Questa strada comunale una volta era in condizioni molto migliori essendo a servizio della torre e di vari terreni del demanio comunale.

Alla base dell’altura sulla quale si erge la torre il sentiero gira a destra e prosegue. sempre in piano, fino alla sella prima di Penna, l’ultimo dei “Tre Pizzi” (gli altri due sono Mont’Alto e Mortella). Si può salire, con cautela, attraverso la macchia fino alla sommità dalla quale si avrà una vista della baia insolita ai più e molti scopriranno che il cosiddetto Scoglio a Penna è in realtà formato da due scogli molto vicini (o forse era uno solo è poi si è spaccato).

Per raggiungere tutti i punti più interessanti di questa escursione, suggerisco questo itinerario:

dal bivio scendere la scala dissestata fino alla spiaggia, dopo l’eventuale bagno salire alla piana della cava e poi (attraverso la proprietà F.A.I. – accesso libero) salire alla torre di Mont’Alto e a Penna. Ritornare sul sentiero per Nerano attraverso la vecchia strada comunale.

Il sentiero che si inoltra lungo la Baia di Ieranto parte da Nerano. il borgo di pescatori sulla punta della penisola sorrentina.

A Nerano si può arrivare in autobus da Sorrento, fermandovi al centro del paese di Nerano (non a Marina del Cantone dove si trova la spiaggia). Potete chiedere l’autista il piacere di indicarvi la fermata. A Nerano si arriva comodamente anche in auto o con lo scooter, ci sono diversi parcheggi disponibili.

Il sentiero parte 100 metri più in basso dalla piazzetta del paese ed è indicato da diversi segnali.

MAPPA ESCURSIONE IERANTO

Crapolla e Monte di Monticchio

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E’ raggiungibile via mare o a piedi da S. Agata e Torca attraverso sentieri che, lasciato il contesto urbano, si congiungono nei pressi di una fitta boscaglia accanto al rivo Iarito. Da questo punto in poi il paesaggio si apre progressivamente fino a spaziare all’infinito. Inizia a questo punto la lunga scalinata calcarea (650 gradini), che portano prima ai ruderi dell’antica abadia benedettina, con la cappellina dedicata a San Pietro; e poi alla piccola spiaggia insinuata tra le pareti rocciose, dominata sul versante sud dalla torre vicereale.

Di fronte è visibile l’isolotto d’Isca, proprietà dei De Filippo e, buen retiro di Eduardo che qui soggiornava nei mesi estivi.

Questa escursione si sviluppa quasi interamente lungo il versante meridionale della Penisola Sorrentina ed offre numerose possibilità di deviazioni, scorciatoie e itinerari alternativi.

Dalla piazzetta di Colli di Fontanelle (frazione di Sant’Agnello) si seguono i segni bianco/rosso dell’Alta Via dei Monti Lattari salendo lungo una stradina che taglia i primi tornanti della statale ed in breve si giunge al vero inizio dell’escursione nel tornante più a monte, nei pressi di una edicola nella roccia. Si abbandona la strada e si inizia a salire fra i castagneti; dopo poche centinaia di metri lasciamo il bosco, il panorama diventa più ampio e cominciamo a camminare fra gli arbusti della gariga ricca di arbusti, fiori, profumi e colori. Ancora pochi metri e il sentiero gira a destra, si appiana e a questo punto è possibile abbracciare con lo sguardo tutto il golfo di Salerno. Questo tratto in leggera salita ci conduce sul promontorio della Malacoccola dove una sosta è d’obbligo.
Il sentiero prosegue in ripida discesa fino al boschetto di roverelle (andato a fuoco un paio di anni fa) in un piccolo pianoro oltre 100 m più in basso. Portatevi sul limite della terrazza naturale ed il sentiero è lì, seguitelo verso destra. Fino a Torca il sentiero è molto più facile e senza dislivelli degni di nota.
Torca potete interrompere l’escursione, tornare al punto di partenza cambiando strada (salite alla Pineta delle Tore e poi percorrendo via San Martino alla Malacoccola tornate sulla statale), andare a Sant’Agata o continuare lungo l’Alta Via dei Monti Lattari verso Crapolla. Ci sono varie stradine e sentieri che da Torca vanno verso Crapolla, ma poi tutti confluiscono nell’antica mulattiera usata per secoli dai pescatori.
Alla fine della discesa si attraversa il rivolo e si gira a sinistra e per qualche centinaio di metri il sentiero è comodo e quasi in piano. Appena si esce dalla valle c’è una curva a destra e un altro grande punto panoramico La Guardia (con panchina in pietra). Pochi metri oltre la panchina comincia la lunga scalinata (circa 700 scalini) che conduce al fiordo e spiaggetta di Crapolla (200 m di dislivello); se la giornata è calda la risalita, per persone poco allenate, può risultare molto faticosa (non c’è un filo d’ombra).
Per proseguire lungo l’Alta Via dei Monti Lattari si deve invece lasciare questa stradina ben tenuta in corrispondenza dei primi scalini ed imboccare la traccia di sentiero segnata dai soliti segnavia bianco/rossi. Si superano due valloni rimanendo sempre in quota fra i 200 e i 250 metri, ma con qualche breve tratti ripido. L’ultima parte di questa tappa dell’Alta Via è molto malandata, a tratti mal segnata e non è neanche lontanamente bella e spettacolare come il tragitto fin qui percorso.

Se non avete necessità di andare a Recommone e Marina del Cantone (da dove potete ritornare in bus) c’è la possibilità di evitare questa brutta discesa. Dopo aver superato il secondo vallone, poco prima di raggiungere la pineta (rimboschimento), giunti in cima ad una breve salita invece di seguire i segni bianco/rosso verso il limite inferiore della pineta, continuate diritto in salita. Questa vecchia via vicinale è stata ripristinata a inizio primavera 2013 ed al momento è molto facile da seguire fino a via Spina.

MAPPA CRAPOLLA E
MONTE MONTICCHIO

Malacoccola e Tore

malacoccola e tore

Caratteristiche dell’escursione:

  • Durata: 2 – 3 ore
  • Lunghezza: circa 5 km
  • Grado di difficoltà: facile
  • Dislivello: in salita 170 mt., in discesa 120 mt.

La partenza è prevista dalla piazzetta dei Colli di Fontanelle. Da qui si snoda la strada panoramica Nastro Azzurro che, alla fine degli anni 50 collegò i Colli con Sant’Agata; l’itinerario, invece, ha inizio dal centro della piazzetta, imboccando via Pietrapiana che costituisce l’antico accesso all’altopiano delle Tore intersecando in più punti i tornanti della strada nuova.
Dopo aver superato un gruppo di case, a destra appare la mole calcarea di Punta Scutolo che si protende nel mare con il Vesuvio sullo sfondo. Sempre sulla destra, in alto, è visibile la croce di ferro del Picco Sant’Angelo.
Circa 10 minuti dopo la partenza e dopo aver attraversato per due volte il Nastro Azzurro, c’è un’edicola dedicata all’Immacolata; a sinistra si trova una piccola cava di pietra, ora in disuso, che forniva il materiale che veniva cotto per ottenere la calce in una costruzione ancora parzialmente individuabile più a valle.
Il tragitto continua subito a sinistra della cava, dopo aver superato un’ interruzione del guard-rail sul quale è visibile il segno bianco-rosso che il Club Alpino Italiano ha usato per marcare il percorso.

Il sentiero, solo all’inizio in leggera discesa e poi in salita, si snoda fra un ceduo di castagno ed ontano, quasi in abbandono, nel quale sono visibili anche i segni di un incendio. Man mano che si lascia il bosco per uscire allo scoperto, il sentiero diviene più pianeggiante e la terra battuta lascia il posto a grosse lastre di calcare che fanno da pavimentazione. Ora si presenta, in tutta la sua bellezza, il Golfo di Salerno da Praianoagli isolotti dei Galli o Sirenuse, mentre nelle giornate serene è possibile stendere lo sguardo fino a Castellabate e Punta Licosa. Sulla sinistra sono invece visibili le alture di Meta e il Piano di Sorrento.

MAPPA MALACOCCOLA E TORE

Cala di Mitigliano

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E’ raggiungibile a piedi lungo un sentiero che si dirama da Via Campanella, passando accanto all’antica Chiesa di Santa Maria di Mitigliano elevata sui resti di un’antica abbazia. Si presenta come un’ampia baia dal meraviglioso mare cristallino, delimitata da alte pareti rocciose che convergono ad una spiaggia ciottolosa dominata da una vecchia calcara. E’ meta fissa per gli amanti delle immersioni subacquee e bagnanti, la maggior parte dei quali vi giunge attraverso una strada carrabile privata.

E’ raggiungibile a piedi lungo un sentiero che si dirama da Via Campanella, passando accanto all’antica Chiesa di Santa Maria di Mitigliano elevata sui resti di un’antica abbazia. Si presenta come un’ampia baia dal meraviglioso mare cristallino, delimitata da alte pereti rocciose che convergono ad una spiaggia ciottolosa dominata da una vecchia calcara. E’ meta fissa per gli amanti delle immersioni subacquee e bagnanti, la maggior parte dei quali vi giunge attraverso una strada carrabile privata.

MAPPA MALACOCCOLA E TORE

Monumenti

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Lungo la fitta rete sentieristica tantissimi sono gli edifici di valenza storica ed artistica che si possono incontrare. Monasteri, chiese, cappelle, edifici civili, torri interne costellano i tanti casali massesi, dal mare alla collina. Tra questi l’antica cattedrale Santa Maria delle Grazie (sec. XV-XVIII), la chiesa di Santa Maria della Lobra (sec. XVI) con preziosi arredi, la chiesa dell’Annunziata di stile settecentesco, il convento di San Francesco (sec. XVI), la chiesa di Santa Teresa (sec. XVII) con la raccolta di reliquiari di Santi Martiri, la chiesa parrocchiale di S. Agata (sec. XVI), con il prezioso altare in tarsia di marmi rari e madreperla, il Monastero de Il Deserto, con il famoso belvedere sui due Golfi, il Conservatorio di Monticchio con le maioliche di Ignazio Chiaiese.

Lungo la fitta rete sentieristica tantissimi sono gli edifici di valenza storica ed artistica che si possono incontrare. Monasteri, chiese, cappelle, edifici civili, torri interne costellano i tanti casali massesi, dal mare alla collina. Tra questi l’antica cattedrale Santa Maria delle Grazie (sec. XV-XVIII), la chiesa di Santa Maria della Lobra (sec. XVI) con preziosi arredi, la chiesa dell’Annunziata di stile settecentesco, il convento di San Francesco (sec. XVI), la chiesa di Santa Teresa (sec. XVII) con la raccolta di reliquiari di Santi Martiri, la chiesa parrocchiale di S. Agata (sec. XVI), con il prezioso altare in tarsia di marmi rari e madreperla, il Monastero de Il Deserto, con il famoso belvedere sui due Golfi, il Conservatorio di Monticchio con le maioliche di Ignazio Chiaiese.